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Sulle ninnananne Turca
Il turco appartiene alla famiglia delle lingue turche, parlate per molti secoli in un vasto territorio, dai Balcani alla Cina (Göksel & Kerslake, 2005). E’ una delle lingue più usate, in particolare la settima lingua più diffusa al mondo. Il turco è usato prevalentemente nella Repubblica Turca.
Il turco ha subito due tipi di cambiamenti radicali, inclusi nel programma riformista rivoluzionario, varato da Mustafa Kemal Atatürk, in seguito alla fondazione della Repubblica nel 1923. Il primo fu il cambio dell’alfabeto, adattato ad una forma di caratteri latini, nel 1928. Il secondo cambio, varato dalla Fondazione della Lingua Turca nel 1932, avvenne in rapporto al lessico. L’obiettivo fu l’eliminazione dal turco degli elementi arabi e persiani (Göksel & Kerslake, 2005). La riforma linguistica ebbe ottimi risultati, in quanto la lingua turca era stata parlata comunemente per secoli. Oggi, poesie scritte ottocento anni fa, come quelle di Yunus Emre, risultano totalmente comprensibili a chi parla il turco moderno.
I caratteri distintivi del turco sono:

  • L’armonia delle vocali: un processo fonologico che determina la vocale che apparirà nella seconda o terza sillaba in rapporto a quella presente nella prima. Il turco ha un suono melodico in virtù di questa regola.
  • I sostantivi non hanno genere.
  • Gli aggettivi vengono prima del nome a cui si riferiscono.
  • I verbi si usano alla fine della proposizione.
  • Il turco usa desinenze per conferire significati che in altre lingue, come ad esempio l’inglese, sono espressi con l’uso di diverse parole separate, ad esempio: sinemadayim significa “il cinema-a-io vado”.

L’alfabeto turco comprende 29 lettere. Vi sono 8 vocali e 21 consonanti. Sebbene le lettere Q, W, X non appaiono, altre 6 sono presenti: Ç, Ğ, Ş, Ö, Ü, I. La pronuncia turca è molto regolare in quanto ogni lettera è pronunciata pienamente e chiaramente e, di solito, rappresenta un unico suono. Conoscendo il valore fonetico delle lettere, è facile pronunciare qualsiasi parola. La maggior parte delle lettere si pronuncia proprio come ci si aspetterebbe, ma le seguenti richiedono dei chiarimenti:

c si pronuncia come l’inglese “j” di “judge”
ç si pronuncia come l’inglese "ch" di "church"
g si pronuncia come l’inglese "g" di "get"
ğ [g dolce] non appare mai come la prima lettera di una parola, essenzialmente è silenziosa;
a volte allunga la vocale che la precede, oppure si pronuncia come l’inglese "y" di "yet"
ı (senza il puntino) si pronuncia come l’inglese "i" di "cousin"
j si pronuncia come "j" nella parola inglese "pleasure”, oppure “rouge”, in francese
ö si pronuncia come la "ö" tedesca, come in "König" oppure come il suono "eu" francese, come in "peur"
ş si pronuncia "sh" come nella parola inglese "ship"
u si pronuncia "oo" come l’inglese "boot"
ü si pronuncia come il tedesco "ü" di "für" o il francese "u" di "tu".

Con poche eccezioni quali i nomi di luoghi che sono accentati sulla prima sillaba, le parole turche sono spesso leggermente accentate sull’ultima sillaba (Rona, 1992).

 

 
 
 
 
 
 
 
 
   
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