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Ninnananne Danese
     
Potete ascoltare un breve esempio di ogni ninnananna in tutte le lingue o scaricare una canzone completa. Potete anche vedere le informazioni relative a ciascuna ninnananna
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Il sole è così rosso, mamma 1
Conterò le stelle 1
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Ninnananna del papà 1
La ninnananna dell’elefante 1
Canzone della buona notte 1
 
 
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Il sole è così rosso, mamma
Solen Er Så Rød, Mor
Campione (MP3 )
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Il sole è così rosso, mamma
E la foresta comincia ad oscurarsi
Adesso il sole è calato, mamma
Ed il giorno è finito.
La volpe si aggira nei dintorni, mamma
Chiudiamo il cancello.
Vieni, siediti accanto a me, mamma
E cantami una canzoncina.

Il cielo è così vasto, mamma
Con le stelle luminose.
Quali mostri vivono lassù, mamma,
Sulla stella nel cielo azzurro?
Pensi che siano ragazzi, mamma
Che mi guardano da lassù?
E pensi che abbiano dei letti, mamma,
E dormono proprio come me?

Perché viene la notte, mamma?
Con il vento freddo e pungente?
Ascolta il gattino, mamma
Miagola perché vuole entrare.
Gabbiani e rondini
Non hanno un posto dove vivere.
Ascolta, le stelle stanno cantando,
Cantano per farmi addormentare.

Solen er så rød, mor
og skoven bli'r så sort.
Nu er solen død, mor
og dagen gået bort.
Ræven går derude, mor
vi låser vores gang.
Kom, sæt dig ved min side, mor
og syng en lille sang.

Himlen er så stor, mor
med klare stjerner på
Hvem monstro der bor, mor
på stjernen i det blå?
Tror du det er drenge, mor
der kigger ned på mig?
Og tror du de har senge, mor
og sover li'som mig?

Hvorfor bli'r det nat, mor
med kold og bitter vind?
Hør den lille kat, mor
den mjaver og vil ind!
Mågerne og ternerne
har ingen sted at bo.
Hør, nu synger stjernerne,
de synger mig til ro!

Informazioni
Il bambino parla con sua madre e pone una quantità di domande, come di solito fanno i bambini. L’idea è che il calar della sera suggerisce situazioni che si possono temere: l’oscurità, la morte, i rumori notturni. In contrasto con queste situazioni che incutono paura, la mamma canta per il suo bambino e menziona le stelle luminose, dove, nell’immaginazione del bimbo, altri ragazzi vivono. Troviamo, allora, la luce e la vita nel cielo, in contrasto con l’oscurità e la morte della notte.

Per i danesi, questa è una ninnananna classica. Fu scritta nel 1920 dal romanziere, drammaturgo e poeta danese Harald Bergstedt (1877-1965), e la musica fu composta da Carl Nielsen (1865-1931), compositore classico di fama mondiale.

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La ninnananna dell’elefante
Babanın ninnisi
Campione (MP3 )
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Si stanno accendendo le stelle nel cielo blu,
la mezzaluna indossa il suo zibellino,
io continuo a fare la guardia, così il topo cattivo non potrà infilarsi nella tua proboscide.
Dormi bene, piccolo Jumbo, fai la nanna,
adesso la foresta si fa buia, ora la zietta,
la vecchia ostrica, sta dormendo
e così anche tuo zio, il rinoceronte.

Adesso l’animale feroce si sta addormentando
nella boscaglia di grosse liane
e le scimmie si cantano la ninnananna,
nelle culle di verdi banane.
Dormi bene, piccolo Jumbo, tesorino.
Non avrai bisogno di nulla, amico mio.
Domani avrai un cocco
che userai come un giocattolo a sonaglio.

Una zebra indossa il suo pigiama
a strisce bianche e nere.
Uno scoiattolo che quasi vola con le sue soffici zampette
si siede nell’oscurità e squittisce.
Dormi profondamente, piccolo Jumbo, hai mangiato bene?
Tu non sai nulla delle preoccupazioni di una mamma,
una piccola piantagione di migliaia di canne da conservare, domani.

Ascolta, la tigre ruggisce il canto della sera
mentre guarda in ogni direzione.
Verso lo stagno, con i suoi artigli affilati
la pantera nera si muove furtivamente.

Dormi in silenzio, piccolo Jumbo, piccino,
bella barbabietolina,
mi avevi chiesto di raccontarti una fiaba,
adesso stai già dormendo.

Nu tændes der stjerner på himlens blå
halvmånen løfter sin sabel
jeg våger, at ikke de slemme mus
skal liste sig op i din snabel.
Sov sødt, lille Jumbo, og visselul
nu bliver skoven så dunkel
nu sover tante, den gamle struds
og næsehornet, din onkel.

Nu kalder i søvne den vilde gnu
i krattet af store lianer
og aber synger sig selv i søvn
i vuggen af grønne bananer.
Sov sødt, lille Jumbo, dit lille pus
slet intet, min ven, skal du mangle
i morgen får du en kokosnød
og den skal du bruge som rangle.

En zebra tager sin natdragt på
med sorte og hvide striber
et flyveegern med lådne ben
sidder i mørket og piber.
Sov sødt, lille Jumbo, nu er du vel mæt?
du kender ej husmodersorgen
en lille plantage på tusinde rør
dem skal vi ha' syltet i morgen.

Hør, tigeren brøler sin aftensang
og spejder mod alle kanter
ved vadestedet, med slebet klo
der lister den sorte panter.

Sov tyst, lille Jumbo, dit lille myr
din nuttede lille rødbede
du bad mig fortælle et eventyr
nu sover du sødt allerede.

Informazioni
Questa è una delle ninnananne più popolari ed è considerata un classico delle ninnananne danesi. Il tema tratta degli animali esotici, il contenuto ed il testo sono semplici e di facile comprensione per un bambino. Per rendere questa canzone politicamente corretta, negli anni Novanta fu sostituita la parola negerdukkedreng (bambolotto negro) con kokosnød (noce di cocco). Il testo della canzone fu scritto nel 1948 dallo scrittore e poeta, Harald H. Lund e la musica fu composta da Mogens Jermiin Nissen (1906-72), scrittore e musicista.

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Canzone della buona notte
Godnatsang
Campione (MP3 )
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Adesso il sole è andato a letto.
Fuori, la notte giace nell’attesa.
Dobbiamo dormire adesso,
dobbiamo far riposare il nostro corpo,
perché domani dobbiamo alzarci.

La calma della notte discende,
tutto si acquieta, tutto emana un senso di pace.
Dobbiamo dormire ora,
dobbiamo far riposare il nostro corpo,
ma domani ci alzeremo.

Per una bella giornata di musica,
amici, giochi e un po’ di dolci.
Dobbiamo dormire adesso,
dobbiamo far riposare il nostro corpo,
ora che la luna si è alzata.

Nu er solen gået i seng,
udenfor står natten på spring.
Vi skal sove nu,
vi skal hvile vores krop,
for i morgen skal vi op.

Nattens stilhed sænker sig ned,
alt bli'r roligt, alt ånder fred.
Vi skal sove nu,
vi skal hvile vores krop,
men i morgen står vi op.

Til en dejlig dag med musik,
kammerater, leg og lidt slik.
Vi skal sove nu,
vi skal hvile vores krop,
nu er månen stået op.

Informazioni
I testi e la musica di questa ninnananna, molto popolare, sono stati composti da Sigurd Barrett (1967), pianista, compositore e conduttore di un programma televisivo per bambini, in Danimarca, assieme ad un suo collega, il musicista Steen Nikolaj Hansen. Sigurd di solito canta questa canzone alla fine del suo programma per bambini. Questa ninnananna presenta un tema riguardante il sonno.

Il giorno è finito e dobbiamo dormire e riposarci, così potremo essere di nuovo freschi, al mattino.

 
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La canzone della mamma per il piccolo Hans
Mues sang få Hansemand
Campione (MP3 )
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Sii quieto adesso, bambino mio,
per favore, sdraiati e mettiti a dormire,
la mamma è seduta accanto al tuo letto,
e ti canta una ninnananna.
La mamma è tanto stanca,
ha proprio bisogno di riposare,
è scuro ed è notte fonda,
addormentati, bambino mio.

Il papà sta lavorando duramente,
la mamma deve dormire,
Hans sta continuando a piangere,
la mamma dovrà uscire,
per lavorare e
guadagnare da vivere,
ed i bambini soffriranno.
Non possiamo dare loro nulla di meglio,
anche se lo vorremmo tanto.

Ma fra un po’,
il raccolto delle messi sarà terminato,
allora mamma e papà avranno soldi.
Mamma avrà più tempo,
ci sarà denaro a sufficienza
per i vestitini invernali e per le scarpe per tutti i figli,

il piccolo Hans certamente
avrà una maglietta ed un cappello.

Come sarà il futuro,
quando voi bambini crescerete?
Dovrete guadagnarvi da vivere.
Chi si prenderà cura di voi?
Io vi penserò ogni giorno
e pregherò il Signore,
affinché vi sostenga,
molto di più di quello che posso io.

Ti no stell mi bette dreng,
leg dæ nie å sow,
Mue hon sedde ve di seng,
synge bysselow.
Mue hon æ få dawen træt,
trænge hått te hvill,
de æ mørk å silde næt,
sov do no bånlill.

Fåe han slidde dawen long,
Mue må å go mæj,
Hans han grædde manne gong,
næe hon goe hind væj,
vi må tien få fød å klæjr,
bønen må li ild,
vi kan itt gi dem et bejr,
liså gjan vi vild.

Men næe no, om itt så læng,
høsten æ fåbi,
så foe Fåe og Mue pæng.
Mue foe bæje ti,
så foe hwer ow bønen lett
vintestøv å sku,

Hansemand vi å ska hett
tråj a vinter lue.

Hwodden ska et go jer sien,
nær I blywe stue?
I skal sajtens ud å tien,
hvem ska vær jer gue?
A vil tænk po jer hwæ daw,
bej å te Wohæer,
han må bliw jer støttestaw,
bæjr end a kan væer.

Informazioni
Questa ninnananna proviene dalla zona meridionale dell’ Iutland, è molto antica e non si conosce l’anno in cui fu composta. Non è però molto conosciuta in tutta la Danimarca e questo si deve probabilmente al fatto che fu scritta nel dialetto dello Iutland. Le parole sono di Marie Thulesen (1878-1924) e la musica è del musicista danese Oluf Ring (1884-1946).

Il tema della canzone tratta della vita rurale e delle speranze e preoccupazioni di una mamma per il suo bambino. La mamma canta per il suo figlioletto, Hans, che dovrebbe addormentarsi. E’ stanca e triste perché deve lasciare i suoi bambini per l’intera giornata, per andare a lavorare in fattoria.

Spera che le cose migliorino e che i suoi figli abbiano un futuro migliore, quando da grandi lasceranno la casa paterna. La mamma promette di pensare a loro ogni giorno e di pregare Dio affinché possano vivere una bella vita.

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Conterò le stelle
Jeg Vil Tælle Stjernerne
Campione (MP3 )
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Conterò le stelle,
adesso che tutto è quieto
ma è così difficile
contarle tutte.

Devo usare le mie dita
per contarle.
Ma la manina di Ole
ne ha solo cinque.

Cinque e cinque fanno solo dieci.
Togliamo via le scarpe ed i calzini!
Devo contare anche le dita dei piedi
per averne abbastanza.

Ancora non ce n’è a sufficienza.
Migliaia di stelle brillano.
Sarebbe stato molto più facile
contare le lune.

Jeg vil tælle stjernerne,
nu hvor der er fred.
Men det er så svært at få
alle sammen med.

Jeg må bruge fingrene
for at tælle dem.
Men på Oles lille hånd
er der bare fem.

Fem og fem er bare ti.
Af med sko og sok!
Jeg må tælle mine tæer,
hvis jeg skal få nok.

Der er ikke nok endnu.
Tusind stjerner blåner.
Det var meget nemmere,
hvis jeg talte måner.

Informazioni
Questa ninnananna fu scritta nel 1951 dal famoso poeta e scrittore danese, Halfdan Rasmussen (1915-2002). Rasmussen scrisse numerose rime e filastrocche di cui alcune sono ancora usate nelle lezioni dei primi anni di danese nelle scuole pubbliche, come ad esempio la Halfdans ABC.

La musica di questa ninnananna fu composta da Hans Dalgaard (1919 – 81). La canzone riporta una semplice storia che narra di un bambino che prova a contare le stelle con le dita delle mani e dei piedi.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
   
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